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 - Ayrton Senna




















La Targa Florio è una delle più antiche corse automobilistiche al mondo.
 Insieme alla Mille Miglia, è la corsa italiana più famosa nel mondo.


















 Fernando Minoia
1927 Mille Miglia

Giuseppe Campari
1928 Mille Miglia

Giuseppe Campari
1929 Mille Miglia

 

Tazio Nuvolari
1930 Mille Miglia

 
Rudolf Caracciola
1931 Mille Miglia

Baconin Borzacchini
1932 Mille Miglia

Tazio Nuvolari
1933 Mille Miglia

Achille Varzi
1934 Mille Miglia

Carlo Pintacuda
1935 Mille Miglia

Antonio Brivio
1936 Mille Miglia

Carlo Pintacuda
1937 Mille Miglia

Clemente Biondetti
1938 Mille Miglia

 
Huschke von Hanstein
1940 Mille Miglia

Clemente Biondetti
1947 Mille Miglia

 
Clemente Biondetti
1948 Mille Miglia

Clemente Biondetti
1949 Mille Miglia

Giannino Marzotto
1950 Mille Miglia

Luigi Villoresi
1951 Mille Miglia

Giovanni Bracco
1952 Mille Miglia

Giannino Marzotto
1953 Mille Miglia

 
Alberto Ascari
1954 Mille Miglia

Stirling Moss
1955 Mille Miglia

 
Eugenio Castellotti
1956 Mille Miglia

Piero Taruffi
1957 Mille Miglia




Enzo Ferrari in piedi accanto a un'Alfa Romeo 8C 2300 alla Mille Miglia del 1932.




A luci spente - Mille Miglia 1930


L'Alfa Romeo 1750, guidata da Tazio Nuvolari e Guidotti,
sulla linea di partenza della IV Coppa delle Mille Miglia a Brescia


Alla Mille Miglia del 1930 Giovan Battista Guidotti gareggiò in coppia con Tazio Nuvolari al volante di un’Alfa 1750 con compressore. Partirono senza affanni, prima di accorgersi che occorreva non lasciare margine agli avversari. Nuvolari cominciò a darci dentro tra Bologna e Firenze, concludendo la rimonta al controllo di Firenze: stesso tempo di Varzi. A un minuto e mezzo seguiva Campari. A gara ripresa, ad Ancona, tutto invariato: tempo identico a quello di Varzi. A Bologna, riscontro successivo, la condotta aggressiva di Nuvolari fu premiata: quattro minuti di vantaggio su Varzi, evidentemente in difficoltà con un mezzo meno performante del previsto. A quel punto, con un distacco attentamente da monitorare, Nuvolari, spossato, cedette il volante a Guidotti. L’idea era di procedere regolare, senza forzare il mezzo. Il rilevamento di Vicenza portò notizie confortanti, Varzi aveva recuperato solo un minuto e dieci secondi, lo si poteva tenere a bada, anche se quel satanasso non mollava mai.


Tornò al volante Nuvolari e riportò il margine a quattro minuti.
L’imprevisto successe a Primolano, ormai era notte, quando annotarono un concorrente che li precedeva. D’acchito fu giudicato un infiltrato, ma ben presto capirono che chi li precedeva era proprio Varzi. A Verona il distacco era minimo, e qui proprio Guidotti ebbe un colpo di genio. Sollecitò Nuvolari dicendogli “dai, spegniamo i fari”. L’altro annuì e Guidotti girò la manopola dei fari. Procedevano a centocinquanta all’ora, il buio era fitto, ci voleva un gran fegato visto che le strade le potevano solo intuire. Il trucco funzionò, Varzi credette di avere partita vinta, non vedeva profilarsi alcuna insidia e dopo pochi chilometri venne superato di slancio. Ebbe la percezione del vento dei rivali che lo affiancavano e lo superavano, non si oppose e diede strada, da gentiluomo del volante. Nuvolari vinse quell’edizine all’incredibile media di oltre cento chilometri orari.

Ci vollero tre anni a Varzi per restituire il saluto a Guidotti. Da Nuvolari se lo poteva aspettare, da un vecchio amico gli sembrò un torto insopportabile. Ma Varzi ammise che l’avrebbe fatto lui stesso, a parti invertite, se solo gli fosse venuto in mente.



Straniere e italiane, con le loro vittorie hanno segnato un’epoca dell’automobilismo